Lo dono

Ogni nato nella Loggia
ha come padre suo lo marmo
e che la madre sia grafite, sanguigna o china
lo figlio loro è analogo e non stupisce,
ma oggi è accaduto l’inaudito
un batuffolino rosa
sui gradini in basso
nessuno, nessuno mai
vi partorì quelle immagini
nessuna mai
entrò nella Loggia
e lì vi fece nascere tre ragazze
tutte con gli occhiali da sole
le due ai lati
appoggiate a quella centrale
sedute
dormienti
svenute dalla stanchezza
che poi vidi vive a lato sulli gradini
nessuna mai
nella stessa pagina
più sotto
fece nascere un piccione
proprio un piccione
nella Loggia
un piccione sulla testa di un piccolo leone
a sua volta su un piedistallo.
Lo tratto deciso
di nero inchiostro
una semplice penna
lo fluido movimento.
Lo dono ha questa giovane
e non tanto per la mano talentuosa,
ma per saper veder lo semplice
che agli altri sfugge,
codesto è l’immenso dono suo.
A disegni ultimati
si guardò intorno
esitò pochi istanti
niente
si alzò
balzello dopo balzello
pacatamente
lasciò la Loggia
con lo blocco sottobraccio
portandosi via l’emozioni avute dallo dono,
ma che per suo stesso maleficio
lo condividere loro non le è dato provare.

Angelo
(21-Luglio-2013)

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Pietrificato

Sotto lo volto di donna
tra li tanti ferma arazzi leonini
dove lo braccio della sabina
della città copre lo antico segno
dove allo possente biancone
par che garba la prigione
e persino lo vicin marzocco
scompare in lontananza
tal che par lo micio suo.
Sovente, sulla colonna allo greco leone
un piccione
sulla testa del leoncino esterno
ad osservar la copia in basso
quello più minuto e meno alato
eppur più noto e assai amato.
Difronte
lo corridoio
oh, come vorrei anch’io una salva via!
Ovunque questo posto sia
o forse
vi son già arrivato
tant’è che un folle giramondo
entrando trafelato
e ivi la gente contando
mi saltò
come se quel colpo d’archibugio
fra le bianche vene
sullo muro alle mie spalle
lo collo mio sul serio trapassò
e lo corpo
parea già pietrificato
seduto
sullo gradino amato.

Angelo
(14-Luglio-2013)

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