La Berta

Chissà quanti passi mi avrà visto fare!
Se li avesse contati
forse mai in vita sua
riusci a vendere sì tanti cavoli.
Andando in centro
lo saluto alla Berta è doveroso
spettatrice del mio ridicolo vagare
talvolta mi par di vederla
scuotere il capo
pensando alli grulli
che vanamente frullano sotto di lei.
Alle sue spalle, dietro lo muro
anche gli angeli vogliono scendere
dalle strette cornici grondano nubi
e i piedi si librano nell’aria
stanchi di volare
scalpitano anch’essi per far due passi.
Ti son grati li contadini
per lo avvertimento della campana tua
lo passo svelto e lo sasso in mano
quando la tarda ora s’appresta
con la paura d’esser chiusi fora
lo avvertimento della campana
ad avvisar tutti di far lo passo lungo
e di raggiunger lo riparo.
La campana della Berta
sparita or che non vi son più le mura
che le belve son dentro e fora
e non v’è riparo alcuno
specie nella fortezza
prigione della sua stessa testa.

Angelo
(04-Agosto-2013)

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Lo crisantemo

La gelida fermezza ancora una volta
ad impedirmi ogni iniziativa
lo lancio di sguardi,
ma nient’altro
non una parola
possibile che non riesca
possibile che non abbia mai
quella sfrontata follia
quella gioiosa sfacciataggine
possibile che preferisca aspettare
di vederla sparire
piuttosto che rivolgerle
una futile parola
forse non tanto lo diniego,
ma la più terribile paura dello sì
mi gela
quella giusta
solo quella giusta
romperà ogni indugio
e la chioma dello fiore mio vicino
mi si palesa nel color suo naturale
rosso crisantemo.

Angelo
(24-Luglio-2013)

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