La nivura chioma

L’aria sbarazzina
lo leggiadro corto prendisole
nero con piccoli pois bianchi
lo pallido esile corpo
come se la vita intera fosse stata celata
agli avidi sguardi dello mondo.
La nivura liscia chioma
lunga e profonda
come un abisso nel quale nascondersi.
Lo muto sorriso,
come un lampo dirompente
a spezzar lo gelo
della sua contemplazione
poi lo fragore dello core in frantumi.
Le sottili labbra
appena accennate
e d’un rosa strappato
come solo li baci possono dipingere
dopo aver cercato invano
di saziarsene.
La or lieta oscurità
mai sarà abbastanza profonda
da evocare lo dolce ricordo
della sua nivura chioma.

Angelo
(16-Luglio-2013)

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Pietrificato

Sotto lo volto di donna
tra li tanti ferma arazzi leonini
dove lo braccio della sabina
della città copre lo antico segno
dove allo possente biancone
par che garba la prigione
e persino lo vicin marzocco
scompare in lontananza
tal che par lo micio suo.
Sovente, sulla colonna allo greco leone
un piccione
sulla testa del leoncino esterno
ad osservar la copia in basso
quello più minuto e meno alato
eppur più noto e assai amato.
Difronte
lo corridoio
oh, come vorrei anch’io una salva via!
Ovunque questo posto sia
o forse
vi son già arrivato
tant’è che un folle giramondo
entrando trafelato
e ivi la gente contando
mi saltò
come se quel colpo d’archibugio
fra le bianche vene
sullo muro alle mie spalle
lo collo mio sul serio trapassò
e lo corpo
parea già pietrificato
seduto
sullo gradino amato.

Angelo
(14-Luglio-2013)

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La sabina

Non riesco a vedere più nessuno
solo tanti corpi sfuocati
un sottofondo di voci indistinte
urla, risate, confidenze
promesse, racconti, pianti
non sento più nulla
non vedo più nulla.
Innalzo lo sguardo alla sinuosa sabina
il caldo desiderio di quel corpo inerme
il suo voluttuoso contorcersi
e protrarsi al cielo
da quel lato che ne cela il volto
e sento
sento l’implorante mano al cielo
e mi rattristo per la sua sventura
rabbia
per lo vile uomo
che ne manca lo rispetto
dietro di lei
sopra di lei
merli guelfi e ghibellini
e la più alta torre della città
l’azzurro
il sole sul palazzo.

Angelo
(06-Luglio-2013)

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Stallo

Nessun amore per se stessa
nessun amore per la famiglia
mesce la vita nell’oblio
e rifugge la luce quando sola.
Impossibile dar la mano
a chi non vuol tenderla.
Impossibile abbandonare
chi dell’aiuto ha lo bisogno.
Aspettando la fine
aspettando l’inizio
aspettando
che qualche rapido fugace momento
di felicità
possa spazzar via
dolore e tristezza
per non aver saputo
aiutare
per non aver saputo
salvare
quell’anima persa
sola tra di noi.

Angelo
(30-Maggio-2016)
(24-Febbraio-2019)

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Nome

Il vitello è stato marchiato
vano ogni tentativo di fuga
vano ogni disperato grido di dolore
il carnefice ha imposto il suo segno
segno comune di proprietà
marchio indelebile
illuso tentativo di voler ordinare
ciò che è nato dal caos
illuso tentativo di voler identificare
ciò che non è noto
illuso tentativo di voler sottomettere
ciò che è nato libero
ignoto
unico.

Angelo
(27-Giugno-2009)

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La parola dal monte

Il mio cammino
è un cammino in salita
il mio cammino
è un cammino sull’aride rocce
il mio cammino
è un cammino sotto il sole cocente
il mio cammino
è un cammino verso la vetta del monte
seguendo le nude radici sul sentiero.
Lì, darò lettura
della parola
affinché da lì
col suo respiro
essa possa giungere ai mie fratelli
come sussurro nei loro cuori.
Perdonami Padre
se ancor non son pronto
a portar lo verbo tuo
tra i miei fratelli
con la voce delle mie parole.

Angelo
(10-Agosto-2013)

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