Perché

Vorrei che per un solo giorno
tu potessi vedere il mondo
con gli occhi d’un bimbo
con sguardo stupito
curioso
e divertito
e ti domandassi ancora
il perché
delle cose
il perché
delle ingiustizie
senza ancora accettarle
come qualcosa
di normale
come qualcosa
d’inevitabile
qualcosa
con cui convivere
senza perché.

Angelo
(19-Marzo-2019)

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Reciso

Il fiore reciso
un petalo mancante
ecco lo motivo
sarà più felice altrove
è stato reciso
per regalare un sorriso
per essere portato a chi
altrimenti non lo avrebbe visto,
anche un altro
pù piccolo
reciso,
così sarà protetto,
poi un altro
e un altro
sia più piccoli
che più grandi
non malati né infelici,
ma recisi anch’essi
sempre e solo
per essere portati
là dove possano essere amati
anche da chi
poteva solo immaginare
la loro bellezza
prima di separarsene.
Recisi per portar gioia
là dove non sarebbero mai
potuti giungere.
Dalla mano il seme
alla mano il fiore.
Dal padre alla madre
e dalla madre
nella mano del padre.

Angelo
(12-Aprile-2017)

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Inerte

Nessuna parola può fermare
l’energico fluire
d’un legno alla deriva
senza possibilità alcuna d’ancorarsi
che prosegue rimbalzando
su sponde e rocce sporgenti
accusando i colpi
senza riuscire a fermarsi
inutili le vane parole
che come piccole pietre
son lanciate vicino,
ma affondano nell’acqua
senza scalfire
senza deviare
senza impedire
lo fluire inerte
di colui che del suo passaggio
non ha profondità alcuna.

Angelo
(15-Giugno-2017)

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Vi svelo un segreto

L’immagine che accompagna la poesia “Disgiunti” è un mio quadro, uno dei pochi che ho fatto, l’unico che è rimasto ancora con me. Gli altri… non sono stati venduti, non credo avrei mai potuto, diciamo sono andati a vivere da soli. Quando eseguivo un quadro dovevo realizzarlo nell’impeto emotivo di quella ispirazione, nel più breve tempo possibile, senza sospensioni o interruzioni forzate. Non sarei mai riuscito a fare un quadro dedicandogli solo una porzione del giorno, in una fascia oraria ben precisa, avrei soffocato il suo spirito, la sua essenza, trasformando una passione, una ragion di vita, in un hobby.

Il problema era che questa ispirazione emotiva arrivava da me di notte, quando tutti dormivano,  sì, dipingevo di notte. Espimere la propria passione in questo modo non si conciliava con una vita lavorativa “normale”, senza parlare del fatto che richiede tempo, spazio, attrezzatura adeguata.

Tanti anni fa mi sono quindi trovato a un bivio fra continuare a dipingere di notte fino alla follia o smettere per sempre. Indovinate come è finita? Ho smesso e sono impazzito lo stesso. blog_poesamor

Nella poesia ho scoperto la possibilità di catturare un’emozione in qualsiasi luogo, la libertà di poter girare con un pezzettino di carta e una penna in tasca, la libertà di accostare parole nella mia testa senza che nessuno se ne accorga. Nella poesia ho trovato la possibilità d’afferrare quell’emozione nello stesso istante in cui nasce e un modo per cercare di trascriverla prima che svanisca.

Un abbraccio
Angelo

P.S.:
Diciamoci la verità, non sarei mai stato un pittore eccelso! blog_poesamor

Disgiunti

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Tanto

Tanto più sprofondo
nel baratro
tanto più forte
è lo bisogno di aria e luce.
Tanto più regna l’indifferenza
tanto più forte l’amore
per le piccole cose
una volta ignorate,
un albero in fiore
un gatto al sole
un bimbo col suo gioco
la luce sul volto
un folle sorridente
lungo il cammino.
Tanto più l’uomo s’affanna
per cose inutili
tanto più le poche piccole gioie
che mi accompagnano
diventano preziose,
non cose.
Quel tanto cercato
è pastura per la nostra pesca,
in quel poco ignorato
c’è il sorriso d’un bimbo.
Tanto più regna l’eccesso
tanto più l’indifferenza
per chi non ha nulla,
fratelli e sorelle
che soffrono e muoiono
per quel tanto di altri
che non vale,
neanche un poco,
ma ottusi cercano
e scambiano
con la vita di altri
per continuare a nutrire
la misera vita di cose
dove tanto
è solo il vuoto
dei loro cuori.

Angelo
(16-Marzo-2019)

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Passo

Lo sguardo al passo
piede destro
piede sinistro
la strada
corta o lunga
poco importa.
Alzare lo sguardo
verso il vuoto
inutile,
proseguire da un lato
oppure dall’altro
indifferente,
poco importa.
Piede destro
piede sinistro
vetrine che scivolano
ombre che sfuggono
parole proprie perse.
Lo sguardo al passo
sui pensieri pesanti
densi come nebbia
incapaci di volare
come sogni legati
che non hanno mai toccato il cielo,
stelle trattenute da un filo
come lampioni lungo la strada.
Lo sguardo al passo
su quei tristi giorni vissuti
dimenticati
mai avuti
cancellati
passo destro
passo sinistro
e dopo
poco importa.

Angelo
(11-Marzo-2019)

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Amore ostinato

La luce che mi sospinge
verso soffici colli e valli profumate
e il vento che mi frena
a contemplar l’ombra propria
solo l’amor può elevar quegli occhi
oltre l’oscurità vicina
solo l’amor può muovere i passi
nel lento cammino,
inesorabile
senza curarsi dell’affanno
ostinato perseverare
nel lacerante cammino
d’un amore ostinato.

Angelo
(31-Gennaio-2017)

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Felice

Felice del solo sole sul volto.
Felice d’esser disceso lento
dal tetto di rose della città
attraverso le Grazie
gustandone ancora
quel profumo di risveglio
felice di passeggiare
con le accecanti acque del fiume.
Felice di non trovarmi
dove sarei dovuto essere.
Felice d’aver scoperto
che ciò che m’è rimasto
vale ancora un sorriso
quando ormai pensavo
di non aver più nulla.

Angelo
(21-Aprile-2017)

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Le meteore del limbo

I piedi nudi
quasi a voler sentirne le vibrazioni,
ma dalle fredde pietre
le candide voci soffuse
sembran sopite.
Cuccioli che non videro
lo mondo nostro
lo cui bagliore in cielo
si spense
meteore sospese
che non s’immersero nell’acqua
per mano di colui
che di cavallette e miele selvatico
sostenne lo corpo
nello deserto.
Punite per aver brillato
solo in cielo
senza aver portato in terra
lo dono della luce loro
e così viltà umana immerse
nello fango della dimenticanza.
Dopo secoli ancor soli
in quella minuta piazza
dove persino la magna casa
dell’alme vostre
par persa e desolata
e delle tre porte
non ne lasciò aperta alcuna,
non abbiano le pietre
a tirar l’umido
e lo foco venir meno!
Lo sospiro dell’Arno
giunge dallo chiasso,
ma con un malsano senso
di marcio
disgustato anch’esso dallo limbo
eppur refrigerio
per colui
che siede sulli gradini
con li nudi piedi
sulle fredde verdi pietre
quasi a voler cercare un contatto
concederne una carezza,
infondere calore
sopra quelle fredde verdi pietre
che alla luce furon poco esposte
tanto che uno verde manto
dalla lontana porta in angolo
sembra voler ricoprire
la piazza intera.
Un verde manto
disteso
da un passerotto saltellante
sulle fredde verdi pietre
là dove la vita affiora
e poi vola via.
Un verde manto
sotto cui giocare
per sempre.

Angelo
(04-Agosto-2013)
(10-Marzo-2019)

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La potenza di un’immagine

Spesso mi accade che rileggendo le poesie pubblicate percepisco una leggera stonatura dall’immagine accostata alle parole, in questo caso dovevo intervenire.

Il frastuono di questa stonatura era troppo evidente.

Mi sono reso conto che l’immagine utilizzata per la poesia “Non parole” (n° 45 dell’indice) era totalmente fuorviante. Quel rosso acceso poteva evocare qualcosa d’erotico o l’amore stesso, niente di più sbagliato. “Non parole” è pura angoscia.

Vi ripropongo la vecchia immagine che ha ingannato anche me nella sua rilettura.

Non parole_poesamor_old

 

Il link alla nuova versione:
(buona rilettura!)

Non Parole

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