Lo dono

Ogni nato nella Loggia
ha come padre suo lo marmo
e che la madre sia grafite, sanguigna o china
lo figlio loro è analogo e non stupisce,
ma oggi è accaduto l’inaudito
un batuffolino rosa
sui gradini in basso
nessuno, nessuno mai
vi partorì quelle immagini
nessuna mai
entrò nella Loggia
e lì vi fece nascere tre ragazze
tutte con gli occhiali da sole
le due ai lati
appoggiate a quella centrale
sedute
dormienti
svenute dalla stanchezza
che poi vidi vive a lato sulli gradini
nessuna mai
nella stessa pagina
più sotto
fece nascere un piccione
proprio un piccione
nella Loggia
un piccione sulla testa di un piccolo leone
a sua volta su un piedistallo.
Lo tratto deciso
di nero inchiostro
una semplice penna
lo fluido movimento.
Lo dono ha questa giovane
e non tanto per la mano talentuosa,
ma per saper veder lo semplice
che agli altri sfugge,
codesto è l’immenso dono suo.
A disegni ultimati
si guardò intorno
esitò pochi istanti
niente
si alzò
balzello dopo balzello
pacatamente
lasciò la Loggia
con lo blocco sottobraccio
portandosi via l’emozioni avute dallo dono,
ma che per suo stesso maleficio
lo condividere loro non le è dato provare.

Angelo
(21-Luglio-2013)

Torna all’Home

Coriandolo

Me, coriandolo
a lato d’una strada.
Una volta
chiuso al buio
in una mano
unito ad altri
prima della luce.
Una mano non vista,
ma percepita
dal calore.
Poi, lanciato
caduto
caduto a terra
caduto dopo brioso volteggio
poi spazzato via
dal vento
a lato d’una strada.
Felice d’aver regalato
anche un solo sorriso.
Felice d’aver volteggiato
anche solo una volta.
Felice d’esser stato parte
d’una festa
chiamata
vita!
Me, coriandolo
per terra
unito ai compagni
di quella mano
libero
al sole!

Angelo
(07-Marzo-2019)

Torna all’Home

 

La nivura chioma

L’aria sbarazzina
lo leggiadro corto prendisole
nero con piccoli pois bianchi
lo pallido esile corpo
come se la vita intera fosse stata celata
agli avidi sguardi dello mondo.
La nivura liscia chioma
lunga e profonda
come un abisso nel quale nascondersi.
Lo muto sorriso,
come un lampo dirompente
a spezzar lo gelo
della sua contemplazione
poi lo fragore dello core in frantumi.
Le sottili labbra
appena accennate
e d’un rosa strappato
come solo li baci possono dipingere
dopo aver cercato invano
di saziarsene.
La or lieta oscurità
mai sarà abbastanza profonda
da evocare lo dolce ricordo
della sua nivura chioma.

Angelo
(16-Luglio-2013)

Torna all’Home

Pietrificato

Sotto lo volto di donna
tra li tanti ferma arazzi leonini
dove lo braccio della sabina
della città copre lo antico segno
dove allo possente biancone
par che garba la prigione
e persino lo vicin marzocco
scompare in lontananza
tal che par lo micio suo.
Sovente, sulla colonna allo greco leone
un piccione
sulla testa del leoncino esterno
ad osservar la copia in basso
quello più minuto e meno alato
eppur più noto e assai amato.
Difronte
lo corridoio
oh, come vorrei anch’io una salva via!
Ovunque questo posto sia
o forse
vi son già arrivato
tant’è che un folle giramondo
entrando trafelato
e ivi la gente contando
mi saltò
come se quel colpo d’archibugio
fra le bianche vene
sullo muro alle mie spalle
lo collo mio sul serio trapassò
e lo corpo
parea già pietrificato
seduto
sullo gradino amato.

Angelo
(14-Luglio-2013)

Torna all’Home

La sabina

Non riesco a vedere più nessuno
solo tanti corpi sfuocati
un sottofondo di voci indistinte
urla, risate, confidenze
promesse, racconti, pianti
non sento più nulla
non vedo più nulla.
Innalzo lo sguardo alla sinuosa sabina
il caldo desiderio di quel corpo inerme
il suo voluttuoso contorcersi
e protrarsi al cielo
da quel lato che ne cela il volto
e sento
sento l’implorante mano al cielo
e mi rattristo per la sua sventura
rabbia
per lo vile uomo
che ne manca lo rispetto
dietro di lei
sopra di lei
merli guelfi e ghibellini
e la più alta torre della città
l’azzurro
il sole sul palazzo.

Angelo
(06-Luglio-2013)

Torna all’Home

Stallo

Nessun amore per se stessa
nessun amore per la famiglia
mesce la vita nell’oblio
e rifugge la luce quando sola.
Impossibile dar la mano
a chi non vuol tenderla.
Impossibile abbandonare
chi dell’aiuto ha lo bisogno.
Aspettando la fine
aspettando l’inizio
aspettando
che qualche rapido fugace momento
di felicità
possa spazzar via
dolore e tristezza
per non aver saputo
aiutare
per non aver saputo
salvare
quell’anima persa
sola tra di noi.

Angelo
(30-Maggio-2016)
(24-Febbraio-2019)

Torna all’Home