Ancora uno

Non ce la faccio più
poi un altro giorno
e non capisco come possa
averne sopportato ancora uno.
Una passeggiata in punta di piedi
sulle piccole note tremolanti
d’un’apparente timido pettirosso
che gioca a nascondino
col sole nei miei occhi
pronto a difendere il suo cespuglio
lui che non vive nei rovi.
Con quei grandi occhi
annuncia l’arrivo
d’un altro giorno.
Il sorriso
per averne avuto
ancora uno.

Angelo
(18-Febbraio-2020)

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Vicolo cieco

Non si può
predicare il valore della famiglia
se poi viene vietata,
non si può
predicare l’uguaglianza
se poi si discrimina per sesso,
non si può
predicare la libertà e l’amore
se poi non si può
essere liberi d’amare.
Non è questa la via
che era stata indicata,
la via dell’amore
non è un vicolo cieco.

Angelo
(13-Febbraio-2020)

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Aria e luce

Ho vissuto a lungo
dentro una scatola
prima di sentire
il loro richiamo
prima di comprendere
d’averle chiuse fuori
quelle vere
quelle di valore.
Non sprecherò
la mia vita al chiuso
ad abbellire una scatola
che non m’appartiene.
Sono uno spaventauomini felice
piantato nella terra
in un campo di grano
sono aria e luce.

Angelo
(02-02-2020)

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Bruco

Vorrei uscire da questa vita
come da una crisalide
che ormai non m’appartiene più,
ma quand’anche non vi riuscissi
e non potessi volar via
non sprecherei mai
il prezioso regalo
e il mio pensiero
avrà ali di farfalla
scapperà da questa corazza
affronterà l’oceano
e si spezzerà le ali in cielo,
ma mi porterà lontano.

Angelo
(12-Gennaio-2020)

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Desideri

Non è tanto ciò che si ha
quanto quello che si desidera
che ci fa essere ciò che siamo.
I desideri sono battiti
del cuore come ali
fanno sognare
fanno volare
verso un fiore
come un colibrì
dal lungo becco
e il rifrullo d’ali
o come un falco
tenace e paziente
che stende le ali
nel respiro della terra
e osserva da lontano
eppur capace
di trovar qualcosa
di piccolo
e prezioso
che altri non vedrebbero.
Che siate falchi o colibrì
che abbiate tanti
piccoli
desideri
o pochi
grandiosi
quel battito d’ali
è il ritmo della vita,
talvolta ci conduce a un fiore
che seppur piccolo sembra grandioso,
talvolta ci porta lontano
talmente in alto
da esser soli
dove i più vedrebbero solo la terra
senza trovarvi niente di prezioso.

Angelo
(31-Dicembre-2019)

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Oltrarno

Antonietta di piazza Santo Spirito
segnata dal lungo tempo
gelo e sole
le sue candeline
bianche e rosse
hanno scolpito
scavato e levigato
il volto, le mani.
Antonietta
su una panchina
un po’ di formaggio
una fetta di pane
piccoli pezzetti
staccati
con mano solenne
come fossero macigni
soppesandone il valore
condotti alla bocca
più preziosi delle pietre
riposte nei caveau,
ma senza avidità alcuna
senza ingordigia
offrendo addirittura
la condivisione.
Poi la caduta
un pezzo sfuggito
a terra
la naturalezza
con la quale lo raccoglie
da terra
nel mentre domandava
e si preoccupava
se stessi bene
lei
sola
giovane da più tempo
senza casa
alla quale volevano marchiare
l’identità senza dimora
come se non aver qualcosa
fosse parte del suo io.
La nobile Antonietta
di piazza Santo Spirito
d’Oltrarno
oltre ogni divisione
creata dalla natura
creata dall’uomo
senza nulla
non chiede nulla
indifesa
interessata e preoccupata
per gli altri.
Alla povera Antonietta
avevano tolto il lavoro,
poi la casa, poi l’identità
e quindi anche il diritto
all’assistenza sanitaria.
Le avevano tolto tutto,
ma Antonietta non chiede
non chiede nulla per sé
non per orgoglio,
ma perché è abituata
a non aspettarsi nulla
è abituata
a vivere di nulla.
Con il suo preoccuparsi
mi diede la forza
e capii
che anche preoccuparsi
di qualcuno
poter aiutare
qualcuno
anche solo
con una parola di conforto
fa sentire vivi e utili
perché c’è qualcuno
che ha bisogno di te.
Quel giorno Antonietta
si risentì viva
quel giorno io
riscoprii il valore della vita.
Grazie Antonietta.
Oltrarno
oltre il fiume
attraverso il vecchio.

Angelo
(13-Dicembre-2019)

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