Frammenti

Per saper di vivere
deve aver visto la morte,
per conoscere le tenebre
deve aver smesso di brillare,
ma se Lei fosse stata ovunque
non vi sarebbe stato nulla
nulla al di fuori di Lei
a mai avrebbe saputo d’esistere
poiché niente sarebbe stato diverso da Lei.
Dunque, come viver mai avrebbe potuto
se non negando se stessa,
frammenti, granelli, semi dispersi
talvolta propensi a ricongiungersi
spinti dall’ancestrale senso d’appartenenza
nostalgici,
talvolta isolati
alla ricerca
dell’indefinito.

Angelo
(01-Giugno-2016)

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Un sorriso tra i colori

Su quella rossa terra
non ancora infangata dai monsoni
appena rinfrescata
da una leggera pioggia tropicale.
Il volto sorridente di un bimbo
per quello strano uomo
che guarda il mondo
da una scatolina
strizzando un occhio
e la giovane mamma
anche lei sorridente
orgogliosa d’essere osservata
da quell’uomo venuto da lontano.
Il sorriso del bimbo
tra le braccia della madre
unico sostegno nella vita
e la bellezza di lei
quel giovane luminoso volto della notte
dallo sguardo privo di malizie
profondo e incantatore
spontaneo come il canto di un gatto.
Incurante della pioggia
ferma nel suo sostegno
ignara della sua bellezza
contornata da sgargianti colori
sorridente
priva di quello che a molti
sembra essere tutto
eppur sorridente
abbracciata da un magico sari
che pur senza tasche
agli occhi del bimbo e dell’uomo
sembra possedere
e avvolgere
quanto di più prezioso
si possa desiderare.

Angelo
(29-Dicembre-2017)

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Obrigado

A un passo l’una dall’altra
la piazza dal cielo lilla
dove il suono delle campanelle di jacaranda
annuncia l’arrivo della calura
e la vicina dimora
degli spiriti liberati
col suo scarno bianco costato
che svetta nell’azzurro
da quando forza dirompente
scosse fino a liberarla
dall’umana visione
lasciandovi polvere e morte
portandovi luce e verdi pascoli.

Angelo
(13-Giugno-2017)

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Disgiunti

Nulla fuori di lei
tutto parte di lei
lei intorno a lui
lui dentro di lei
frammenti
insoddisfatti
perché incompleti,
talvolta felici
perché incompleti.

Angelo
(28-Giugno-2017)

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La porta

La donna è la serratura
dalla quale s’intravede
il giardino dei non pensieri
l’uomo è la chiave
insieme si completano.
La felicità
è la mano che apre la porta.

Angelo
(24-Ottobre-2018)

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Vento

Nel vento vi son parole
che tolgono lo respiro
che lasciano attoniti.
Il vento combina e unisce
ciò che pare diverso e lontano.
Come lo vento scolpisce e leviga le pietre
così l’inerme core mio
assume la forma che lo vento vole.

Angelo
(08-Giugno-2013)

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La Felicità

La felicità è un’onda
e può essere solo passata
colma il vuoto che ha creato
davanti a sé
prima del suo arrivo
poi spumeggia e inebria
come sulla battigia.
La felicità è un sasso lanciato in un lago
può toccare più punti,
ma nessuno sa né quanti
né dove si fermerà.
Poi, sprofonda
e vive giù sul fondale
come nel cuore di chi è felice.
La felicità è il cerchio sull’acqua
per il tocco gentile di una libellula
sempre più grandioso
sempre più tenue
nel suo lontano ricordo.
La felicità è un focolare
al quale si scaldano i cuori vicini.
La felicità può essere solo donata,
ma è un dono riflesso.
La felicità è il sorriso d’un bambino
che ha toccato il sole senza bruciarsi.
La felicità…
Non si può scegliere d’essere felici,
ma si può solo vivere
cercando di rendere felici gli altri.

Angelo Marra
(18-Ottobre-2018)

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3 – i Medici

Itinerario alla scoperta delle curiosità di Firenze, mi raccomando rigorosamente a piedi e a passo lento!

Esistono più versioni di tutte le leggende narrate, ma vi racconterò sempre e solo quella a me più simpatica.

Potete usare il seguente link per raggiungere la posizione.

Link alla posizione

Se siete giunti in questo posto vuol dire che state ammirando una prima “cartolina” di Firenze, vi state affacciando alla “finestra” del suo centro storico, il cuore della città. Qualsiasi posto del mondo cambia se visto in orari diversi, in stagioni e condizioni ambientali e persino se vissuto in compagnia di persone diverse. Il vento, la pioggia, la neve, possono anch’essi avere il loro fascino, ma spero per voi che possiate vedere Firenze baciata dal sole. La luce naturale ne esalta i colori e se avrete la fortuna di poter vedere la città in una giornata assolata allora sarete a rischio d’una sorta d’imprinting. Rischierete d’innamorarvi di Firenze e di sentirvene profondamente legati.

Aspettate a procedere. Davanti ai vostri occhi c’è il Battistero di San Giovanni dalla pianta a forma ottagonale, Dante Alighieri lo definì “il mio bel San Giovanni”. Dietro il battistero è parzialmente visibile la cattedrale di Santa Maria del Fiore e il campanile di Giotto.FirenzeAdesso alzate lo sguardo verso la vostra destra. In un angolo del palazzo arcivescovile potete vedere lo stemma di Alessandro Ottaviano de’ Medici, meglio conosciuto come papa Leone XI.
Leone XIQuesto stemma è ricco di simboli e vi dice tanto su questa città. Per la sua posizione e il suo significato, mi ricorda la targhetta col nome sul campanello di casa. Nella parte centrale, in alto, è presente il smbolo del triregno o tiara ovvero il copricapo papale.
TriregnoLateralmente sono presenti le chiavi del Paradiso che Gesù consegnò a San Pietro dicendo “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa…A te darò le chiavi del regno dei cieli”, vi ricordo che San Pietro è stato il primo Papa e il simbolo delle chiavi fu adottato da tutti i Papi successivi e dallo stesso Stato del Vaticano. Perché due chiavi? Sono due perché una conduce dalla Terra al Cielo e questa via l’apre l’uomo, ma l’altra dal Cielo alla Terra è aperta da Dio. Quindi, forse, seguire gli insegnamenti di Gesù predispone l’uomo ad accedere al regno dei cieli, questa è condizione necessaria, ma non sufficiente, bisogna essere accettati e quindi si è sottoposti a giudizio da parte di chi, poi, sceglie d’aprirvi.
chiaviLa “chiesa” fu poi edificata su Paolo di Tarso (San Paolo) e non su San Pietro, ma questa è un’altra storia…

Torniamo alla parte centrale dello stemma, dove sono visibili i sei bisanti, le sei palle in campo d’oro delle quali cinque rosse e una in alto di colore blu con tre gigli dorati simbolo dei re di Francia. Questo stemma è quello dei Medici. Non sempre sono state sei, il primo stemma dei Medici aveva undici palle, ma ci sono stati periodi in cui via via venivano ridotte fino ad arrivare a Lorenzo il Magnifico che le portò a sei.
LorenzoProbabilmente l’origine del simbolo è dovuta all’inversione dei colori dello stemma dell’Arte del Cambio, arte dei banchieri e cambio moneta il cui stemma prevedeva dei fiorini d’oro su sfondo rosso.
ARTE DEL CAMBIOSapete che le attuali banche dove ai giorni nostri qualcuno ha depositato il proprio tesoretto, devono il loro nome all’usanza dell’epoca di far rimbalzare le monete straniere su un “banco”, una tavola, in modo da valutarne la bontà e il valore sulla base del suono emesso. La moneta dell’epoca era il fiorino d’oro che da un lato riportava il giglio di Firenze e dall’altro San Giovanni Battista patrono della città. Il fiorino era l’unica moneta che non veniva né fatta rimbalzare né morsa perché “San Giovanni non vuole inganni!” dice il detto popolare, l’immagine del santo patrono sulla moneta era una garanzia d’autenticità e falsificarla sarebbe stato un reato estremamente grave.

Il fiorino usato nel Medioevo apparve per la prima volta nel 1252, fu la massima espressione della potenza di Firenze poichè fatto d’oro 24 carati per un peso di 3.54 grammi. Considerate che era dai tempi dell’impero romano che non veniva coniata una moneta d’oro.
fiorinoI fiorini abbondavano nelle casse dei Medici, potentissima famiglia fiorentina originaria del Mugello, zona rurale a nord di Firenze. I Medici hanno governato su Firenze e la Toscana per trecento anni, dal 1400 al 1700 segnando profondamente la storia d’Italia e d’Europa. La famiglia dei Medici può vantare tre papi (Leone X, Clemente VII, Leone XI) e due regine di Francia (Caterina e Maria de’ Medici). I Medici hanno tessuto alleanze, sia tramite matrimoni che accordi economici, sono stati protagonisti d’intrighi e atti di corruzione volti a tutelare e accrescere il loro potere e la loro ricchezza.

Vi domanderete, ma come è nata la fortuna dei Medici?

Si sono serviti delle loro grandi ricchezze accumulate dal prestito di denaro per conquistare anche il potere. Fecero assegnare agli amici della famiglia le cariche pubbliche più strategiche. La vera svolta  avvenne quando divennero i banchieri della Chiesa, privilegio ottenuto dopo aver sostenuto un candidato amico alla carica di pontefice. I Medici poterono così riscuotere le decime (tasse) della Chiesa e amministrarne l’immenso patrimonio. Erano tempi in cui a Firenze c’era la Repubblica, ma dietro l’illusione di libertà c’erano sempre i Medici, il loro era un controllo “ombra” della città, la Signoria con Priori e Gonfalonieri costituivano il governo repubblicano di Firenze, ma indirettamente erano sempre manovrati e controllati dai Medici.

I Medici sono stati anche dei grandi mecenati, amanti e sostenitori dell’arte e del bello, hanno finanziato e commissionato opere ai più grandi artisti del Rinascimento fiorentino. Grazie a loro, la città di Firenze vanta ancor oggi un ricchissimo patrimonio artistico inestimabile, eredità collettiva che tuttora consente a molte nuove generazioni di poter vivere di turismo.

…e il papa, lo stemma?

Ah già! Leone XI venne fatto pontefice il 1° Aprile, giorno dedicato agli scherzi, fu pontefice per soli 26 giorni, poi morì.

Angelo Marra
(11-Ottobre-2018)

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