L’ulivo

Sdraiato per terra con la schiena sul cumulo di foglie
le potature d’ulivo ammassate per essere smaltite
lo sguardo a quelle in alto ancora vive
che brillano e danzano al sole
spiragli di luce dal lato argentato
profonde fessure dall’altro
note tirate dal vento per essere suonate
estremo saluto di esotiche farfalle verdi,
il calore del sole sul volto
il fumo che sopraggiunge alto
a tratti denso, per cancellare
e lasciar ricomporre un’altra melodia
troppo bello, troppo presto
per andarsene
attaccato alla speranza
che quel battito possa non fermarsi
non ora
non prima d’aver impedito
che quelle foglie al sole
possano svanire insieme a chi
miseramente
non può far altro che ascoltarle
in silenzio
per terra.

Angelo
(01-Marzo-2017)

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il soffio

E’ il soffio tra le parole e il silenzio
non grido di gioia
non gemito di dolore
è un soffio più profondo
sommerso
dal quale non emerge nessun suono.
Parole che affiorano confuse,
ma si dissolvono
non appena emergono,
bollicine che si liberano dall’acqua
ed esplodono silenziose in aria.
Poi,
quando i pensieri prendono voce
pur non essendoci nessuno intorno
il suono diventa chiaro,
ma il senso disperso
in aria
da quel soffio.

Angelo
(25-Gennaio-2018)

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Frammenti

Per saper di vivere
deve aver visto la morte,
per conoscere le tenebre
deve aver smesso di brillare,
ma se Lei fosse stata ovunque
non vi sarebbe stato nulla
nulla al di fuori di Lei
a mai avrebbe saputo d’esistere
poiché niente sarebbe stato diverso da Lei.
Dunque, come viver mai avrebbe potuto
se non negando se stessa,
frammenti, granelli, semi dispersi
talvolta propensi a ricongiungersi
spinti dall’ancestrale senso d’appartenenza
nostalgici,
talvolta isolati
alla ricerca
dell’indefinito.

Angelo
(01-Giugno-2016)

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Un sorriso tra i colori

Su quella rossa terra
non ancora infangata dai monsoni
appena rinfrescata
da una leggera pioggia tropicale.
Il volto sorridente di un bimbo
per quello strano uomo
che guarda il mondo
da una scatolina
strizzando un occhio
e la giovane mamma
anche lei sorridente
orgogliosa d’essere osservata
da quell’uomo venuto da lontano.
Il sorriso del bimbo
tra le braccia della madre
unico sostegno nella vita
e la bellezza di lei
quel giovane luminoso volto della notte
dallo sguardo privo di malizie
profondo e incantatore
spontaneo come il canto di un gatto.
Incurante della pioggia
ferma nel suo sostegno
ignara della sua bellezza
contornata da sgargianti colori
sorridente
priva di quello che a molti
sembra essere tutto
eppur sorridente
abbracciata da un magico sari
che pur senza tasche
agli occhi del bimbo e dell’uomo
sembra possedere
e avvolgere
quanto di più prezioso
si possa desiderare.

Angelo
(29-Dicembre-2017)

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Obrigado

A un passo l’una dall’altra
la piazza dal cielo lilla
dove il suono delle campanelle di jacaranda
annuncia l’arrivo della calura
e la vicina dimora
degli spiriti liberati
col suo scarno bianco costato
che svetta nell’azzurro
da quando forza dirompente
scosse fino a liberarla
dall’umana visione
lasciandovi polvere e morte
portandovi luce e verdi pascoli.

Angelo
(13-Giugno-2017)

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4 – San Zanobi

Itinerario alla scoperta delle curiosità di Firenze, mi raccomando rigorosamente a piedi e a passo lento!

Esistono più versioni di tutte le leggende narrate, ma vi racconterò sempre e solo quella a me più simpatica.

Potete usare il seguente link per raggiungere la posizione.

Link alla posizione

Se siete giunti in questo posto vuol dire che state ignorando quella che a vostro fianco è chiamata la colonna di San Zanobi. Non vi preoccupate, siete normali, questa colonna è ignorata dal 99% dei turisti distratti e il restante 1% usa le ringhiere intorno ad essa per riposarsi, ma adesso non sarà più un’anonima colonna per voi!

In effetti non stiamo parlando di un monumento dall’interesse artistico, non nella città di Firenze, magari in qualche moderna metropoli avrebbe fatto la sua bella figura, ma non qui! Non a pochi passi dal quel bel San Giovanni, ovvero il battistero, così come lo definì Dante Alighieri. Battistero che all’epoca del sommo poeta aveva già più o meno trecento anni. La datazione esatta del Battistero è però incerta, dovrebbe essere dell’XI secolo, ma alcuni studiosi ritengono che la sua origine sia antecedente all’anno mille, intorno al IV-V secolo d.C., costruito sulle rovine di un antico tempio romano dedicato al dio Marte.

La colonna di San Zanobi, situata davanti alla porta Nord del Battistero, segna il punto in cui avvene un miracolo, un evento accaduto il 26 Gennaio di tanti anni fa. Giorno in cui le reliquie del defunto vescovo di Firenze vennero spostate dalla basilica di San Lorenzo alla chiesa di Santa Reparata (antica chiesa che esisteva dove adesso sorge il Duomo, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore). Durante il cammino del corteo, in pieno inverno, il sarcofago del Santo Zenobio, meglio conosciuto come San Zanobi, amatissimo vescovo di Firenze vissuto tra il IV e il V secolo d.C, sfiorò le fronde di un olmo secco che al contatto col feretro cominciò a rifiorire e ributtare dei germogli, perdipiù in pieno inverno.

Passando da questa colonna durante il mio cammino per le vie di Firenze, sorrido e spero anch’io di poter rifiorire a nuova vita! Immagino la svolta, il cambiamento, la rinascita a nuova vita spirituale!

Fiorita di San Zanobi

Seppur la leggenda vuole che il vescovo di Firenze sia stato amatissimo dal popolo fiorentino, nessuno ormai sa più il perché e molti iniziano persino a dimenticarne il nome nonostante la moderna cerimonia della Fiorita di San Zanobi. Questa festa ricorre il 26 Gennaio di ogni anno, si tratta d’un evento in stile medievale in cui un corteo storico depone una decorazione floreale ai piedi della colonna in memoria del miracolo dell’olmo.

Dalla posizione in cui vi trovate potete curiosare che a Firenze persino i bagni  hanno un certo stile! (mi riferisco solo alla facciata, non saprei dirvi il resto)

Piccolo San Giovanni

Sul portale c’è una statuetta del San Giovannino, ovvero un piccolo San Giovanni, Santo patrono della città di Firenze.

San Giovannino.jpg

San Giovanni, colui che indossava una tunica di peli di cammello, si cibava di locuste e miele selvatico, era la voce di uno che gridava nel deserto. Giovanni il Battista si definisce proprio così davanti i sacerdoti che lo interrogavano:

Io sono voce di uno che grida nel deserto

Non è preoccupato di difendersi e tantomeno vuole esaltare se stesso, non grida nelle piazze e in luoghi affollati, ma grida “nel deserto” a un’umanità arida e desolata che non ha più fede.

Ai lati del San Giovannino sono presenti i simboli dei “Mercanti” o di “Calimala”, una delle Arti Maggiori tra le corporazioni di arti e mestieri della Firenze medievale. Le Corporazioni delle Arti e dei Mestieri erano associazioni che dovevano difendere gli interessi degli iscritti appartenenti a una stessa categoria professionale. Fu anche grazie a queste associazioni che Firenze divenne tra le più ricche e potenti città dell’Europa medioevale. La prima corporazione fu proprio quella di Calimala (intorno al 1150). Le Arti proteggievano gli iscritti dalla concorrenza di altre città e da quella dei non appartenenti alla corporazione.

Calimala.jpg

Il simbolo rappresenta un’aquila che artiglia un torsello, panno grezzo arrotolato. I membri di quest’Arte importavano le materie prime per poi rivenderle dopo il processo di rifinitura.

Firenze è ricca di simboli delle Corporazioni delle Arti e dei Mestieri, divertitevi a riconoscerli durante l’esplorazione della città, li ritroverete ovunque!

Le 7 Arti Maggiori:

Arti Maggiori

Le 14 Arti Minori:

Arti Minori_1.jpg

Arti Minori_2

Angelo
(28-Ottobre-2018)

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Disgiunti

Nulla fuori di lei
tutto parte di lei
lei intorno a lui
lui dentro di lei
frammenti
insoddisfatti
perché incompleti,
talvolta felici
perché incompleti.

Angelo
(28-Giugno-2017)

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La porta

La donna è la serratura
dalla quale s’intravede
il giardino dei non pensieri
l’uomo è la chiave
insieme si completano.
La felicità
è la mano che apre la porta.

Angelo
(24-Ottobre-2018)

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