Passo

Lo sguardo al passo
piede destro
piede sinistro
la strada
corta o lunga
poco importa.
Alzare lo sguardo
verso il vuoto
inutile,
proseguire da un lato
oppure dall’altro
indifferente,
poco importa.
Piede destro
piede sinistro
vetrine che scivolano
ombre che sfuggono
parole proprie perse.
Lo sguardo al passo
sui pensieri pesanti
densi come nebbia
incapaci di volare
come sogni legati
che non hanno mai toccato il cielo,
stelle trattenute da un filo
come lampioni lungo la strada.
Lo sguardo al passo
su quei tristi giorni vissuti
dimenticati
mai avuti
cancellati
passo destro
passo sinistro
e dopo
poco importa.

Angelo
(11-Marzo-2019)

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Amore ostinato

La luce che mi sospinge
verso soffici colli e valli profumate
e il vento che mi frena
a contemplar l’ombra propria
solo l’amor può elevar quegli occhi
oltre l’oscurità vicina
solo l’amor può muovere i passi
nel lento cammino,
inesorabile
senza curarsi dell’affanno
ostinato perseverare
nel lacerante cammino
d’un amore ostinato.

Angelo
(31-Gennaio-2017)

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Felice

Felice del solo sole sul volto.
Felice d’esser disceso lento
dal tetto di rose della città
attraverso le Grazie
gustandone ancora
quel profumo di risveglio
felice di passeggiare
con le accecanti acque del fiume.
Felice di non trovarmi
dove sarei dovuto essere.
Felice d’aver scoperto
che ciò che m’è rimasto
vale ancora un sorriso
quando ormai pensavo
di non aver più nulla.

Angelo
(21-Aprile-2017)

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Le meteore del limbo

I piedi nudi
quasi a voler sentirne le vibrazioni,
ma dalle fredde pietre
le candide voci soffuse
sembran sopite.
Cuccioli che non videro
lo mondo nostro
lo cui bagliore in cielo
si spense
meteore sospese
che non s’immersero nell’acqua
per mano di colui
che di cavallette e miele selvatico
sostenne lo corpo
nello deserto.
Punite per aver brillato
solo in cielo
senza aver portato in terra
lo dono della luce loro
e così viltà umana immerse
nello fango della dimenticanza.
Dopo secoli ancor soli
in quella minuta piazza
dove persino la magna casa
dell’alme vostre
par persa e desolata
e delle tre porte
non ne lasciò aperta alcuna,
non abbiano le pietre
a tirar l’umido
e lo foco venir meno!
Lo sospiro dell’Arno
giunge dallo chiasso,
ma con un malsano senso
di marcio
disgustato anch’esso dallo limbo
eppur refrigerio
per colui
che siede sulli gradini
con li nudi piedi
sulle fredde verdi pietre
quasi a voler cercare un contatto
concederne una carezza,
infondere calore
sopra quelle fredde verdi pietre
che alla luce furon poco esposte
tanto che uno verde manto
dalla lontana porta in angolo
sembra voler ricoprire
la piazza intera.
Un verde manto
disteso
da un passerotto saltellante
sulle fredde verdi pietre
là dove la vita affiora
e poi vola via.
Un verde manto
sotto cui giocare
per sempre.

Angelo
(04-Agosto-2013)
(10-Marzo-2019)

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La potenza di un’immagine

Spesso mi accade che rileggendo le poesie pubblicate percepisco una leggera stonatura dall’immagine accostata alle parole, in questo caso dovevo intervenire.

Il frastuono di questa stonatura era troppo evidente.

Mi sono reso conto che l’immagine utilizzata per la poesia “Non parole” (n° 45 dell’indice) era totalmente fuorviante. Quel rosso acceso poteva evocare qualcosa d’erotico o l’amore stesso, niente di più sbagliato. “Non parole” è pura angoscia.

Vi ripropongo la vecchia immagine che ha ingannato anche me nella sua rilettura.

Non parole_poesamor_old

 

Il link alla nuova versione:
(buona rilettura!)

Non Parole

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Lo crisantemo

La gelida fermezza ancora una volta
ad impedirmi ogni iniziativa
lo lancio di sguardi,
ma nient’altro
non una parola
possibile che non riesca
possibile che non abbia mai
quella sfrontata follia
quella gioiosa sfacciataggine
possibile che preferisca aspettare
di vederla sparire
piuttosto che rivolgerle
una futile parola
forse non tanto lo diniego,
ma la più terribile paura dello sì
mi gela
quella giusta
solo quella giusta
romperà ogni indugio
e la chioma dello fiore mio vicino
mi si palesa nel color suo naturale
rosso crisantemo.

Angelo
(24-Luglio-2013)

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Lo dono

Ogni nato nella Loggia
ha come padre suo lo marmo
e che la madre sia grafite, sanguigna o china
lo figlio loro è analogo e non stupisce,
ma oggi è accaduto l’inaudito
un batuffolino rosa
sui gradini in basso
nessuno, nessuno mai
vi partorì quelle immagini
nessuna mai
entrò nella Loggia
e lì vi fece nascere tre ragazze
tutte con gli occhiali da sole
le due ai lati
appoggiate a quella centrale
sedute
dormienti
svenute dalla stanchezza
che poi vidi vive a lato sulli gradini
nessuna mai
nella stessa pagina
più sotto
fece nascere un piccione
proprio un piccione
nella Loggia
un piccione sulla testa di un piccolo leone
a sua volta su un piedistallo.
Lo tratto deciso
di nero inchiostro
una semplice penna
lo fluido movimento.
Lo dono ha questa giovane
e non tanto per la mano talentuosa,
ma per saper veder lo semplice
che agli altri sfugge,
codesto è l’immenso dono suo.
A disegni ultimati
si guardò intorno
esitò pochi istanti
niente
si alzò
balzello dopo balzello
pacatamente
lasciò la Loggia
con lo blocco sottobraccio
portandosi via l’emozioni avute dallo dono,
ma che per suo stesso maleficio
lo condividere loro non le è dato provare.

Angelo
(21-Luglio-2013)

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Coriandolo

Me, coriandolo
a lato d’una strada.
Una volta
chiuso al buio
in una mano
unito ad altri
prima della luce.
Una mano non vista,
ma percepita
dal calore.
Poi, lanciato
caduto
caduto a terra
caduto dopo brioso volteggio
poi spazzato via
dal vento
a lato d’una strada.
Felice d’aver regalato
anche un solo sorriso.
Felice d’aver volteggiato
anche solo una volta.
Felice d’esser stato parte
d’una festa
chiamata
vita!
Me, coriandolo
per terra
unito ai compagni
di quella mano
libero
al sole!

Angelo
(07-Marzo-2019)

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